Ti è mai capitato di iniziare la giornata con la cialda del caffè che si incastra, il traffico che ti blocca e il capo che ti aspetta in ufficio con lo sguardo minaccioso?
Ecco, non sei solo. Tutti noi viviamo immersi in una serie infinita di piccole pressioni quotidiane che, sommate una all?altra, ci prosciugano energie e buonumore.
Nel mio libro ?Siamo tutti stressati? ho dato un nome a questo fenomeno: stress intermittente cumulativo.
Quante volte, in una sola giornata, ci capita di dire o pensare:
«Che stress!»
Sembra quasi diventato il nostro mantra quotidiano.
Dal caffè alla riunione, dal traffico alla connessione che non va, sembra che ogni cosa possa trasformarsi in un micro-stress.
Presi singolarmente, questi episodi sono poca cosa. Ma messi uno sopra l?altro ? giorno dopo giorno ? diventano un peso enorme, invisibile ma reale, che finisce per svuotare le nostre riserve di energia mentale e fisica.
Oltre lo stress acuto e cronico
Siamo abituati a parlare di stress acuto, legato a un evento specifico e breve, e di stress cronico, che invece accompagna periodi più lunghi e difficili della vita.
Ma tra questi due estremi c?è una zona grigia, più subdola e quotidiana: quella dello stress intermittente cumulativo.
Ho voluto chiamarlo così, proprio perché nasce da un meccanismo semplice: tante piccole fonti di stress, che si accendono e si spengono continuamente, come lucine intermittenti.
Il disordine da stress intermittente cumulativo, o per la comunità scientifica internazionale: Blinking Light Stress Disorder (BLSD).
Tradotto letteralmente, stress delle lucine intermittenti, ma in italiano non avrebbe lo stesso impatto. Gli americani ci fregano con la lingua.(cit.Guccini)
Il BLSD, presenta l?intensità dello stress acuto e l?impatto dovuto alla frequenza, come accade nello stress cronico. A differenza delle due precedenti forme di stress, è difficile individuare la causa o il fattore prevalente che lo genera, pertanto può risultare più complicato intervenire.
Quando il cervello non si ferma mai
Lo stress intermittente cumulativo si manifesta nei dettagli: la cialda che non scende, la batteria scarica, l?e-mail che ?urge?, la macchina che non parte, il vicino rumoroso.
Sono eventi minimi, ma continui.
E ogni volta il nostro corpo reagisce come se dovesse affrontare una minaccia reale, producendo ormoni dello stress.
Il problema è che questa attivazione costante non dà mai tregua, e finiamo per vivere in una tensione di fondo che ci accompagna anche quando tutto sembra ?normale?.
Come possiamo difenderci
Non sempre serve una rivoluzione, ma serve consapevolezza.
Capire che siamo dentro un meccanismo di stress intermittente è già un passo avanti.
Poi, certo, ci sono tanti modi per ?staccare la spina?:
La mindfulness o la meditazione, per imparare a fermare il flusso continuo dei pensieri.
Il training autogeno, lo yoga, o anche solo qualche esercizio di respirazione profonda.
Lo sport, una passeggiata col cane, un buon libro o il semplice stare in silenzio per qualche minuto.
E, perché no, anche l?amore, quello vero, che è uno dei migliori antistress naturali che esistano.
Nelle situazioni più pesanti, quando sentiamo che la tensione non scende mai, è importante chiedere aiuto a uno specialista: non è un segno di debolezza, ma di intelligenza.
La notte che non arriva mai
Un segnale tipico dello stress intermittente cumulativo è l?insonnia.
Quella sensazione di andare a letto e continuare a pensare, a rimuginare, a fare e rifare nella testa la giornata di domani.
Mi è capitato spesso, ad esempio, prima di un volo mattutino o di una conferenza importante. Più cercavo di dormire, più la mente si agitava. È una trappola classica: più cerchiamo di controllare, più perdiamo il controllo.
In quei momenti il nostro organismo è ancora pieno di ormoni dello stress, pronti all?azione, anche se noi vorremmo solo chiudere gli occhi.
Fermarsi per non fondere
Lo stress intermittente cumulativo è la fotografia perfetta dei nostri tempi.
Viviamo in un mondo che non conosce pause: notifiche, scadenze, messaggi, aspettative. Tutto lampeggia, tutto richiede attenzione.
Ma il corpo e la mente non sono fatti per restare ?accesi? 24 ore su 24.
Ogni tanto serve spegnere, respirare, restare fermi. Solo così possiamo ricaricarci davvero e ritrovare quell?equilibrio che, spesso, crediamo di aver perso per sempre.
Un invito a rallentare
Questo articolo è tratto dal mio libro ?Siamo tutti stressati?, un viaggio dentro i mille piccoli stress quotidiani che ci accompagnano e nelle strategie concrete per imparare a gestirli.
? Se ti sei riconosciuto in queste righe, fermati un attimo. Respira.
E ricorda: lo stress non si elimina, ma si può imparare a non lasciarsene travolgere.

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